Il Blog dello Scrittore

Le regole per scrivere bene ci sono ma la regola fondamentale, la più importante, quella che determina un buon approccio alla scrittura è quella di leggere molto prima di prendere carta e penna. Per carità, potete pure prenderla senza avere mai letto un libro ma vi accorgerete che mancano le basi, le analogie, la sintassi, una aggettivizzazione adeguata, la forma corretta. Uno scrittore improvvisato si legge subito. Lo si sgama immediatamente. Oltre a questo occorre assimilare a fondo il pensiero prima di mettere tutto nero su bianco. Cosa intendo dire? Intendo dire che occorre sapere osservare le varie sfaccettature per poter immagazzinare l'idea da scrivere. Per quanto mi riguarda sono un meditativo e questo mi aiuta molto. La forma pensiero poi esplode sul foglio.
Si dice che la scrittura sia un talento ed è vero ma non occorre talento per saper scrivere bene. Mi permetto di darvi un'ulteriore consiglio e cioè quello di rileggere bene ciò che avete scritto. In genere ciò che scrivo la sera lo rileggo il giorno dopo. Come va a finire? Riscrivo tutto. Il metodo del "The day after" aiuta ad eliminare gli errori, migliorare la sintassi. Chi meglio di noi può correggere, o meglio, migliorare ciò che scriviamo?
Oggi è diverso che non venti anni fa. La rete ha modificato il nostro metodo di scrittura e di ricerca. Il Web e la messaggistica hanno creato un'immediatezza del nostro modo di scrivere. Non si tratta di scrittura ricercata ma appunto immediata, anzi, oserei dire tronca, mozza, mancante, non finita, distorta, stolta, spesso errata. Nella Bustina di Minerva Umberto Eco dice: "non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che". Chiaro no? C'è poi un'altra forma che ha preso ormai piede nel nostro modo di scrivere ed è quello della citazione ma questo lo approfondirò in un altro post.
Scrivete
Un giorno un carissimo signore attempato disse ad un giovane nipote che lui aveva un'abitudine: scriveva tutto ciò che gli passava per la testa in terza persona facendo finta quindi di dover raccontare a se stesso ciò che stava osservando o pensando. In autobus, in coda in qualche ufficio, ovunque avesse qualche minuto di tempo tirava fuori dalla tasca un taccuino per appuntarsi tutto. Alla fine della giornata rileggeva gli appunti correggendo eventuali errori o forme poco consone al discorso. A cosa serviva tutto ciò? Al giovane nipote disse che gli serviva per tenere allenata la mente ma anche per migliorare la scrittura. Un diario in tempo reale che potesse fungere anche come "sfogo autoterapeutico". Il nipote da grande diventò un famoso scrittore.
Il consiglio che vi do è quello quindi di scrivere tutto ciò che pensate. Scrivete anche tutto ciò che non pensate. Inventatevelo con ironia e leggerezza. Scrivete senza pensarci più di tanto. Leggete, rileggete ciò che scrivete. Allenate la mente.

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